Google Wave e Google OS il futuro è browser oriented
Siamo però vicini ad una nuova era di comunicazione basata su strumenti innovativi in grado di ampliare il bacino degli utilizzatori e di fornire un'ottima base per la realizzazione di nuove applicazioni business.
Common Interface Plus (CI+) principi di funzionamento

L'interesse verso questo standard è notevolmente aumentato quando dalla rete è emersa la necessità di aderire da parte di STB e TV a tale standard per la visione delle future trasmissioni HD di Mediaset. (Vedi presentazione in rete).
In attesa dell'arrivo delle nuove CAM CI+ (SmarCAM 3) vediamo come funziona lo standard.
Nelle trasmissioni DVB il contenuto video in chiaro del Content Provider viene protetto nell'head-end del broadcaster a cui vengono applicati gli algoritmi di cifratura (es NAGRA, NDS, IRDETO, ...) e specifici comandi (ECM/EMM) per attivare o meno funzionalità sulla SmartCard dell'utente e gestite attraverso il modulo CAM il decrypting dello stream.Nello standard CICAM non sono presenti i moduli Content Control (CC) in figura e quindi una volta decodificato lo stream da parte della CAM viene trasferito in chiaro all'host (device dell'utente, STB, TV o mobile) per la visione.
Con opportuni apparati sarebbe possibile recuperare lo stream e registrarlo in chiaro bypassando il sistema di protezione, permettendo la trasmissione o divulgazione fraudolenta del format che non deve avvenire in caso di materiale HD.
Lo standard CI+ non fa altro che aggiungere un anello ulteriore di protezione tra CAM e host. Tale protezione, visto che deve risiedere sia sulla CAM che sull'host non è legata al CA adottato ma è una protezione basata sugli algoritmi utilizzati in caso di encryption con chiavi pubbliche e private: Diffie-Hellman per la negoziazione della chiave, SHA-256 hashing, AES e DES.

Dallo schema si vede che il contenuto video viaggia protetto con il CA sino al modulo CICAM dove viene reso in chiaro e successivamente ri-protetto attraverso le chiavi generate e scambiate con l'Host evitando qualsiasi possibile sniffing del contenuto nella comunicazione tra i due sistemi.
Oltre ad una maggiore sicurezza, la presenza di certificati introdotti dalla CI+ e di per sè interessante, lo standard implementa anche un sistema di registrazione verso l'head-end del broadcaster che può essere utilizzato per attivare/revocare CAM/CARD.
BidRivals e la nuova frontiera delle aste online

In pratica si tratta di un meccanismo di aste online ove vengono proposti beni di consumer electronics a prezzi "impressionanti", vediamo il funzionamento:
- Le merci vengono inserite in vetrina con una cadenza H24, con un prezzo di ingresso vantaggevole;
- Ognuno di noi deve acquistare un credito di gettoni che costano 0,50 Euro e permettono di effettuare un rialzo del prezzo di 0,01 Euro. L'acquisto avviene tramite PayPal o ClickAndBuy;
- Quando il contatore è a 00:00:00 vince il primo della lista che dovrà pagare il prezzo a cui la merce è arrivata;
Il prezzo pagato sarà la somma delle puntate e del prezzo finale. Davvero molto semplice ma non lasciamoci ingannare BidRivals non ci perde (in statistica) se guardiamo la prima immagine del Mac a 245,15 Euro invece di 1.399 Euro capiamo che ci sono state 24.515 puntate da 0,50 Euro e quindi a BidRivals quel Mac frutta 12.257 Euro + 245,15 Euro del prezzo finale.
Un'altro esempio di asta di una PSP Go a 22.19 Euro, in questo caso BidRivals ne ha guadagnate 4!.

Ho guardato la conclusione delle ultime aste e devo dire che gli utenti hanno sempre chiuso con affari notevoli:
- WII a 1,41 Euro;
- Samsung LED 40" a 36,38 Euro;
- IPod a 5,07 Euro;
- TomTom a 6,15 Euro;
Non è però così semplice aggiudicarsi un asta, bisogna muoversi in maniera mirata, sfruttare gli orari corretti, può essere utile acquistare all'asta i BidPacks ed utilizzare il BidAgent che effettua i rilanci in tua assenza.
Altra opzione è CompraSubito che permette di acquistare il prodotto a prezzo pieno. Se l'acquisto avviene durante l'asta o fino a 24 ore successive alla chiusura, BidRivals rimborsa il totale delle puntate effettuato durante l'asta.
Wireless Home Digital Interface (WHDI): trasmissione video 1080p wireless in casa

L'interessa ad introdurre il wireless in casa è ovviamente per semplificare le connessioni ai televisori tramite STB, Notebook e PC senza cablaggi e con la possibilità di trasmettere in broadcast con più dispositivi senza preoccuparsi della logistica.
Lo standard wireless WHDI è qualcosa di assolutamente nuovo perchè riesce a trasmettere non solo il segnale HD ma in qualità non compressa, con il vantaggio di poter gestire i segnali senza doversi preoccupare della compressione e relativi ritardi come nella classica trasmissione via 802.11n.

La banda passante è di 3Gbps su canali da 40Mhz all'interno della frequenza 5Ghz, permettendo una trasmissione non compressa di un segnale 1080p/60Hz nell'arco di 30metri. Potendo quindi passare attraverso i muri lo standard garantisce anche i livelli di sicurezza (HDCP 2.0) approvati dalle major necessari per proteggere la tramissione del segnale dalla copia fraudolenta.
L'approccio di questo nuovo standard elimina non solo i codec ma si avvale della gestione del "peso" differente dei bit di trasmissione introducendo una notevole variazione rispetto agli standard attuali (es. 802.11n).
L'WHDI suddivide il segnale differenziando tra "most significant bit" (MSB) che hanno notevole importanza nella visualizzazione del segnale e "least significant bit" (LSB) che ne hanno meno. Se avviene un errore su bit di tipo MSB i pixel di visualizzazione avranno un notevole impatto sulla qualità video al contrario nel caso di errore avvenga su bit di tipo LSB.

Alle trasmissioni LSB verranno assegnati canali, livelli di segnale e spettro minori lasciando la banda principale alla tramissioni degli MSB. Questo tipo di differenziazione garantisce livelli di trasmissioni così elevati in quanto in caso di errori sulla trasmissione LSB la qualità visiva non viene influenzata.
Allo standard aderiscono i principali marchi consumer electronics: Amimon, Hitachi, Motorola, Samsung, Sharp, Sony, LG Electronics.
Recentemente Amion, dopo il successo del primo con 100.000 chipset nel 2008, ha proposto il secondo modem aderente a questo standard e si appresta ad entrare nel mercato delle schede per notebook.

Sembra che lo standard WHDI sarà lo standard di riferimento wireless nei nuovi televisori, videocamere, STB, notebook/PC e qualsiasi dispositivi di trasmissione audiovideo HD a partire dal prossimo anno semplificandoci l'interconnessione.
YouTube Direct un servizio di User Generated Content gratuito
La particolarità del servizio stà nel fatto che l'upload e la visione avviene dal proprio sito con il look&feel proprietario ma sfruttando l'infrastruttura di ingest, transcode, storage e streaming di YouTube.
Grazie alle API messe a disposizione da YouTube Direct è possibile effettuare l'upload dei contenuti video dei propri utenti, moderarli e pubblicarli.

Un servizio gratuito ed interessante che permetterà a chiunque con poco investimento di attivare servizi in breve tempo.
Tra i primi ad usufruirne c'è anche il Washington Post.
SaTCR ovvero MySky HD con un solo cavo antenna satellitare
In realtà dal 2004 è presente un nuovo standard il SaTCR (Sat Channel Request) di ST Microelectronics ovvero una tecnologia decoder-illuminatore che facilita l'installazione satellitare con un unico cavo per più decoder oppure per un decoder come MySky con due ricevitori SAT integrati.
Per capirne il funzionamento bisogna avere un minimo di introduzione sui segnali satellitari. La banda KU (parliamo ormai di universali) a disposizione per un decoder è di 4.1GHz in due polarizzazioni da 2.05 GHz tra 12750-10700MHz, in realtà un decoder DVB-S come standard è in grado via cavo di ricevere segnali tra 950-2150MHz avendo a disposizione in pratica un 1GHz di banda segnale.

Per ovviare a questa limitazione il decoder richiede all'illuminatore classico la banda necessaria all'interno dei 4.1GHz tramite due comandi:
- Polarizzazione: verticale od orizzontale attraverso un segnale a 13V o 18V;
- Selettore banda: alta o bassa (<11700MHz) tramite un tono da 22KHz.
Dato che questi comandi NON possono miscelarsi ad altri sullo stesso cavo ne impediscono di fatto il funzionamento di più decoder sulla stessa linea (a meno di condividere la stessa selezione di canale).
L'illuminatore SatCR (o unicable) risolve questo limite.

Il nuovo standard introduce due variazioni:
- La selezione della banda avviene attraverso comandi DiSEqC;
- La banda richiesta del canale viene miscelata ed allocata su frequenze differenti direttamente dall'illuminatore attraverso il componente SaTCR;
Questo comporta la possibilità di allocare spazio per più decoder differenti all'interno della banda utilizzabile dal decoder. Lo standard SatCR si limita a 4 mentre il SatCR-1 a 8 possibili installazioni.

Lato decoder non cambia di fatto più di tanto tranne l'introduzione delle funzionalità per configurare la linea specifica di utilizzo in modo da non entrare in conflitto con altri.
Non resta che adeguarci e richiedere illuminatori con questo standard.
Windows Azure la piattaforma Microsoft per la nuova era del cloud computing
Si tratta di una reale novità in quanto la piattaforma Windows Azure dotata di SO, SQL e servizi .NET permetterà alle nostre applicazioni di essere ospitate presso il datacenter di Microsoft.
Tutto qui? Sbagliato, se pensiamo che la sola virtualizzazione sia la soluzione dei nostri problemi, non abbiamo idea dei vantaggi che possa comportare avere a disposizione una piattaforma appositamente studiata per servizi cloud computing in grado di:
- Distribuire il carico automaticamente facendoci dimenticare di HW, CPU, memoria grazie al nuovo SO;
- Fornirci un framework di sicurezza ed un bus applicativo di connessione via Internet con i dati/applicazioni presenti nei nostri DataCenter o quelli dei nostri utenti;
Se a questo aggiungiamo che il datacenter è gestito da Microsoft, non si può certo ignorare l'importanza di questa soluzione.
Fornire servizi con applicazioni sviluppate su framework MS per questo nuovo ambiente si traducono chiaramente in una riduzione di costi di gestione del proprio IT:
- Riduzione del proprio DC;
- Minor effort sistemistico grazie alla fruizione del DC distribuito e la totale astrazione da HW e SO che anche la virtualizzazione richiederebbe;
- Riduzione dei sistemi di controllo accessi quali VPN in quanto i dati e applicazioni sono presenti nel DC fornito da Microsoft;
- Scalabilità in base alla reale necessità con costi a consumo senza dover gestire HW e SO, installazioni ..;
- Focalizzazione del proprio knowledge sullo strato applicativo;
Le tecnologie applicative gestibili sono chiaramente basate su tools e standard Microsoft ed in particolare:
- ASP.NET, WFC;
- IIS 7 e .NET Framework 3.51
- Web Potal anche non in tenologia MS, (PHP, FastCGI);
- SQL Blobs, tabelle in cloud;
- Visual Studio con estensione specifice per sviluppo in Azure e debug diretto nel DataCenter MS;
Attraverso questa pagina MS è possibile un'idea economica per valutare la migrazione dei nostri (o quelli dei nostri clienti) CRM/gestionali, web service e perchè no Intranet su Windows Azure.
Oltre al sito MS date anche un'occhiata a questo blog che entra anche nel merito applicativo.
Cielo il primo canale Sky su Digitale Terrestre
(Update 11/12) Ancora nessun via libera per il nuovo canale di SKY in DTT il termine per l'autorizzazione è fissato per il 1/1/2010. (Leggi articolo IlSole24Ore)
(Update 16/12) Finalmente in onda come segnalato dal portale Sky.
Il comunicato Sky parla di un palinsesto generalista: serie tv, film, quiz, reality show e news con la differenza rispetto a quanto attualmente proposto dai canali RAI-Mediaset che l'80% sarà composto da inediti per la TV in chiaro.

Viste le limitazioni imposte a Sky (non potrà entrare nel DTT sino al 2011) ed in attesa che si capisca il ruolo nell'acquisto dei MUX Telecom Italia, sembra che il MUX ospite sia del Gruppo Espresso.
Vedi anche: Il Sole24Ore, blog Digital Key.
Google Commerce Search un'aiuto all'e-commerce
A sostenere la necessità di un buon motore di ricerca per finalizzare gli acquisti online, si legge nel comunicato, (fonte MarketingSherpa) il 71% degli acquirenti online dichiara l'importanza del motore di ricerca e il 43% la prima azione che compie in un online store è quella di ricercare il prodotto tramite keywords. I principale plus dell'engine di ricerca messo a disposizione da Google sono proprio:
- Rapidità nella ricerca con aiuti quali spellcheck e sinonimi;
- Ranking dei prodotti per un posizionamento migliore;
- Pricing in real time;
- Scalabilità garantita nei periodi di picco;
- Personalizzare l'interfaccia grafica;
- Gestire Promozioni e Boost di prodotti;
- Definire le ricerce parametriche (per categoria, prezzo, prodotto, brand, ..);
Il publisher con lo strumento di Business Intelligence (Analytics) di Google potrà rilevare e tracciare la permanenza, le attività svolte dai propri utenti nello store e migliorare di conseguenza la ricercabilità dei propri prodotti.
Essendo un servizio a pagamento l'accesso (attualmente solo in UK e US) avviene attraverso il contatto di un sales Google. Il pricing model si basa su un fee per numero di prodotti/item del proprio catalogo e query durante un anno. Si parla di una base di 50.000$ all'anno.
Sviluppare applicazioni native iPhone con Adobe Flash Professional CS5

Leggendo il comunicato da parte di Adobe la piattaforma Professional CS5 garantirà la possibilità di generare codice per Adobe AIR (runtime attualmente distribuito per Windows, Mac, Linux), Flash Player ed infine codice nativo ARM iPhone.
Mentre Adobe AIR permette l'emulazioni delle applicazioni sviluppate con CS5 tramite il JIT (il codice nativo viene generato a run-time) su qualsiasi sistema operativo, la tecnologia adottata per generale applicazioni iPhone sfrutta l'LLVM compiler generando codice nativo ARM. Non si tratta quindi a meno di altri comunicati della presenza di Flash su iPhone bensì della generazione di applicazioni Action Script 3 in .IPA.
Tramite Adobe Flash Professional CS5 lo sviluppo senza la necessità di Mac ed Objective-C garantiranno agli sviluppatori una maggiore semplicità nella creazione di applicazioni.
In caso di applicazioni multi piattaforma la differenza di librerie e potenza di calcolo (tra cui memoria disponibile) dovrà essere tenuta in considerazione dalla community di sviluppatori nella realizzazione di applicazioni CPU oriented.
In attesa dell'uscita ufficiale a questo link sono accessibili alcuni esempi già on-line realizzati con beta di CS5.

